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Possibilità
di scegliere l'agriturismo per le vacanze in base ai servizi offerti,
possibilità di prenotare online l'agriturismo anche con conferma diretta.
La professionalità di chi accoglie, la soddisfazione di chi soggiorna.
AGRITURISMO in ABRUZZO La natura in Abruzzo è caratterizzata da due colori dominanti: l'azzurro del mare ed il verde dei piani e delle montagne, montagne che in Abruzzo significano parchi e primati. Orsi e camosci, pareti di roccia e foreste, dolci paesaggi collinari e magnifiche spiagge sabbiose. Tra le alte vette del Gran Sasso, della Majella e del Velino e la linea dorata della costa, la natura dell'Abruzzo forma un quadro di grande varieta' e suggestione che e' possibile apprezzare in ogni momento dell'anno. Grazie ai parchi nazionali del Gran Sasso-Monti della Laga, della Majella e d'Abruzzo, al Parco Regionale Sirente-Velino, a una fitta rete di riserve naturali regionali e statali e di oasi gestite dalle associazioni ambientaliste, la natura dell'Abruzzo e' oggi adeguatamente salvaguardata, e puo' essere facilmente visitata da parte dei singoli appassionati come dei gruppi organizzati. Le Grotte Le spettacolari cavita' che si aprono nelle montagne calcaree abruzzesi offrono spettacoli di grandissimo in teresse agli appassionati di natura, e possono essere visitate senza nessuna difficolta'. Le grotte non attrezzate, e riservate quindi ai soli speleologi, sono particolarmente interessanti sulla Majella, sui monti Carseolani e Simbruini e tra i massicci del Velino e del Sirente. Le oasi del WWF Avviato nel 1971 e diffuso in tutto il territorio nazionale, il sistema
delle oasi del WWF ha finalità didattiche
e di conservazione della fauna.
La regione Abruzzo risulta una meta indovinata per
l'agriturismo e una vacanza consapevole. CULTURA STORIA E ABRUZZO La sistemazione e valorizzazione di eremi e siti archeologici, insieme alla nascita di piccoli e grandi musei, fa sì che l’elenco delle cose da vedere si allunghi ogni anno che passa. Anche questo fa parte del grande fascino dell’Abruzzo. Per la visita ai luoghi di interesse culturale e' consigliabile rivolgersi all'ufficio turistico locale. *Città, province Regione Abruzzo:
PRENOTA E VISIONA ELENCO AGRITURISMI IN ABRUZZO AZIENDE AGRICOLE ABRUZZO |
Chieti Posizione geografica Chieti è città interessante per i vasti panorami che si dominano dal suo colle e che spaziano dalla Maiella al Gran Sasso all'interminabile succedersi di dolci colline digradanti verso il mare, ricche di vigne e uliveti. Accanto al notevole patrimonio artistico, con monumenti di epoca romana e medievale, chiese e palazzi barocchi e pregevoli edifici di stile umbertino, la città vanta un territorio circostante vivace per il processo di industrializzazione avviato nella parte bassa del colle nell'ultimo dopoguerra e che ha sensibilmente mutato la sua antica fisionomia di centro agricolo, accompagnando, nel contempo, le numerose attività commerciali e i tradizionali servizi amministrativi e sociali. Monumenti a Chieti * Agriturismo Chieti: |
L'Aquila Cenni Storici La fondazione della città dell'Aquila fu programmata dall'imperatore Federico Il di Svevia intorno al 1245, ma certamente il maggiore impulso costruttivo si ebbe sotto il regno di Corrado IV che nel 1253, un anno prima della sua morte, la realizzò quasi completamente. Gli esecutori dei programma federiciano furono gli abitanti dei castelli della conca aquilana, 99 secondo la tradizione, che vollero confederarsi in un unico grande centro. La città ebbe una organizzazione autonoma, con un podestà ed un consiglio, ed assunse una tale importanza politico militare che il pontefice Alessandro IV, nel 1 257 trasferi’ l'antica sede vescovile di Forcona a L'Aquila, edificando la chiesa dei S.S. Massimo e Giorgio (futura cattedrale). In quegl'anni era già in atto la contesa tra il papato ed il nuovo re svevo Manfredi, e la città rimasta fedele alla chiesa pagò duramente: nel 1259 infatti Manfredi dopo aver riconquistato la parte meridionale dei regno assediò e distrusse L'Aquila che rimase abbandonata per sette anni fino al 1 266. Fu questo l'anno in cui Carlo II d'Angio’ impossessatosi dei regno di Sicilia dette inizio alla ricostruzione della città, e nel 1 272 per opera dei Capitano Lucchesino, si ricominciò l'edificazione delle mura cittadine e si divise la città in quattro quartieri o quarti. In questo periodo viene costruita la basilica di S. Maria di Collemaggio dove nel 1 294 venne incoronato Papa Pietro da Morrone, con il nome di Celestino V, alla presenza di Carlo I I d'Angiò. Con l'avvicendarsi degli Aragonesi agli Angioini per il possesso dei regno di Napoli, la città fedele alla causa di Giovanna II d'Angio’, fu di nuovo sottoposta a durissimo assedio, durato 1 3 mesi, ad opera di Andrea Braccio Fortebraccio conte di Montone per conto di Alfonso di Aragona. La città resistette strenuamente ed alla sconfitta degli Aragonesi, la regina Giovanna Il per ringraziare L'Aquila della sua fedeltà le concesse una serie di privilegi che ne incrementarono lo sviluppo economico e sociale. Ben presto divenne la seconda città dei regno di Napoli, prosperosa negli scambi commerciali e culturali che manteneva con le più importanti città italiane ed estere. Nel XV secolo ebbe il privilegio di battere moneta; vi fu istituita l'università e nel 1482 vi fu aperta la tipografia da A. di Rottwill, discepolo del Gutemberg. Lo spirito d'indipendenza della città fu soffocato durante la lotta tra i Francesi e gli Spagnoli per il possesso dei regno di Napoli, e per punirla di aver parteggiato per Francesco 1, lo spagnolo Carlo V, ordinò a Filippo d'Orange di assediarla e distruggerla, e nel 1532 da Don Pedro di Toledo fu eretto il Castello "ad reprimendam audaciam Aquilanorum " Durante la rivolta di Masaniello 1647 la città si ribellò di nuovo agli Spagnoli e fu per questo condannata a dure repressioni economiche e sociali, che ne causarono un lento declino. Nel 1703 uno spaventoso terremoto distrusse completamente la città, peggiorando la ripresa economica e demografica. Partecipò attivamente ai moti rivoluzionari per l'unità d'Italia, e nel 1860 divenne capoluogo di regione. I paesaggi ed i paesi del comprensorio Uscendo dalle mura della citta dell'Aquila verso ovest l'antico convento di San Giuliano, immerso in un'oasi verde impreziosita dalla presenza d'imponenti querce secolari, e sede dell'omonimo Museo Naturalistico. Lungo la direttrice della S.S. 80 s'inconira il piccolo paese di San Vittorino con il complesso ecclesiale di San Michele, all'interno del quale si collocano le antiche catacombe di San Vittorino; una torre a pianta quadrata nei pressi della chiesa e ciò che rimane sul colle di una struttura difensiva dell'antica citta, prima Sabina e poi Romana, di Amiternum. Più avanti, in pianura, i resiti del teatro e dell'anfiteatro danno idea della prospertà e grandezza della citta Amiternina. La frazione di Preturo si annuncia con una bella fontana e, nella parte alta dell'abitato, con la chiesa due-trecentesca di San Pietro dalla facciata in conci squadrati e dagli interni affrescati. Il lungo rettilineo che conduce a Coppito sfiora l'aereoporto e ci
porta in quella che è ormai periferia della città con
la presenza del moderno Ospedale di San Salvatore e delle sedi delle
Facoltà Scientifiche Universitarie. Tornati verso l'Aquila si costeggia il fiume Aterno e, dopo la stazione ferroviaria attrvaerso una panoramica strada, si sale a Roio. In questa frazione, legata a doppio filo alla pratica della transumanza
degli armenti in terra di Puglia, s'innalza il Santuario dedicato alla
Madonna, meta continua di pellegrinaggio da parte dei fedeli
Aquilani. La strada che ridiscende da Roio attraversa Pianola e porta a Civita di Bagno, lì dove sorgeva la città romana di Forcona, ed ancora conserva i resti dell'antica Cattedrale e di altre imponenti strutture legate all'acqua sorgiva presente nei pressi. Monticchio è la successiva frazione con un bel centro storico caratterizzato dalle case rurali quattro-cinquecentesche e dalla profonda dolina carsica che si apre alle spalle. Ripresa la S.S. 17 si giunge a Bazzano, località che conserva la bellissima chiesa duecentesca dedicata a Santa Giusta, con l'interessante ambiente ipogeo dove la tradizione vuole che la Santa fosse martirizzata. La strada che porta verso il Gran Sasso permette d'incontrare la chiesa di San Giustino, ora chiesa cimiteriale di Paganica. Il borgo di Paganica, il più popoloso fra le
frazioni di L'Aquila, con bella Parrocchiale e imporranti
palazzi; uno fra tutti Palazzo Dragonetti. Più a monte degli stessi si trova Fonte Cerreto, base di partenza per le piste di Campo Imperatore, costruita durante gli anni trenta del novecento e collegata agli impianti posti a 2.200 metri di quota attraverso un'ardita funivia. La pittoresca Funivia degli anni trenta è stara sostituita con una moderna e capiente che porta in breve alle piste e all'albergo di Campo Imperatore, famoso per essere stato prigione di Mussolini. Nei pressi dell'albergo si colloca anche l'Osservatorio Astronomico ed il Giardino Alpino, del quale recen temente ne è stato festeggiato il cinquantenario. Dall'albergo di Campo Imperatore partono numerose vie alpinistiche
che portano alle vette del Gran Sasso d'italia e alla vetta più
alta dell'Appenino: il Corno Grande. * Agriturismo L'Aquila |
Pescara Pescara è una città nuovissima. Ancora dopo la prima guerra mondiale, alla foce del fiume omonimo esistevano due cittadine molto diverse tra loro. A sud la più antica Pescara (ora Portanuova), cresciuta sui resti della fortezza cinquecentesca che presidiava il fiume e la statale 16 Adriatica all'innesto della Via Tiburtina-Valeria sbocco della più importante valle d'Abruzzo. Dopo la costruzione della ferrovia, dei bastioni non resta quasi nulla, e poco anche del successivo insediamento (il Bagno penale e alcuni modesti edifici tra cui la casa di D'Annunzio). A nord del fiume, nella stretta fascia di terra che si allunga tra le colline e il mare si era invece sviluppata dal 1806, prendendo a fulcro il santuario della Madonna dei Sette Dolori, Castellammare Adriatico, che con l'arrivo della ferrovia e la costruzione della Stazione (1863) aveva avuto un certo sviluppo. Commerciale, artigianale e 'popolare' Pescara; borghese, signorile e turistico Castellammare Adriatico, ancora al principio del XX secolo scandito dalle grandi ville dei possidenti. La fusione dei due comuni (1926) avvenne, patrocinante Gabriele D'Annunzio, con la nomina a capoluogo di una piccola provincia ricavata da quelle di Chieti e Teramo, a cavallo del fiume. I nuovi edifici del capoluogo si realizzano il più possibile lungo l'Adriatica, oggi corso Vittorio Emanuele, che continua a essere la principale arteria cittadina, e unisce i due nuclei attraverso un ponte, edificato nel 1934: il Tribunale, la Camera di Commercio, il tempio della Conciliazione in lato Portanuova; in lato Castellammare Adriatico il Banco di Napoli, le Poste, il Comune, la Provincia, questi ultimi a formare una grande piazza monumentale (piazza dei Vestini, oggi Italia) che avrebbe costituito il nuovo centro cittadino. Nasce inoltre il quartiere di case popolari detto dei Pescatori (1934) e viene compiuta (1939) la bonifica dei terreni tra la vecchia Pescara e il mare. La densa occupazione delle aree centrali successiva alla ricostruzione
postbellica porta la città di Pescara a espandersi verso l'esterno.
La realizzazione della zona industriale tra Pescara e Chieti,
i collegamenti autostradali e l'asse attrezzato, l'insediamento di alcune
Facoltà dell'Università D'Annunzio, le nuove sedi di uffici
regionali e statali, la nuova Stazione centrale delle Ferrovie dello
Stato, il porto turistico modificano ancora il quadro generale offrendo
nuove possibilità e preparando Pescara alla sfida con il terzo
millennio. Agriturismo Pescara |
Teramo Cenni storici - Teramo Di antichissime origini, Teramo è città certamente preromana, come testimonia il ritrovamento dentro e fuori le mura, di suppellettili funerarie simili a quelle delle tombe protostoriche picene. Furono forse i Fenici a contribuire alla sua fondazione, chiamandola “Petrut” cioè “luogo elevato circondato dalle acque” e facendola diventare centro di riferimento per le popolazioni pretuziane. Capitale del Pretutium con il nome di Interamnia Praetutiorums, godette di una relativa indipendenza; secondo alcuni storici avrebbe dato addirittura il nome all’Abruzzo. Ma la sua età più florida Teramo la conobbe dopo la conquista dei Romani nel 268 a.C., quando prima come municipio, poi come colonia, sotto gli imperatori Augusto ed Adriano, visse un lungo periodo aureo con la costruzione di templi e terme, del teatro e dell’anfiteatro. I saccheggi e le distruzioni dei Goti e dei Visigoti cancellarono presto
questo splendore. Al prospero periodo della dominazione vescovile, seguirono anni difficili caratterizzati da alcune calamità, come il terremoto del 1380, da brigantaggio ed infine dalle lotte fra le fazioni facenti capo alle famiglie dei Melatini e degli Antonelli che si contesero il governo della città. Alla fine del XIV secolo Teramo passò sotto la Signoria degli Acquaviva che riuscirono a sedare, temporaneamente le ormai centenarie lotte intestine. Fu poi governata da Francesco Sforza, ed in seguito da Alfonso d’Aragona. Dopo la guerra di succesione spagnola divenne dominio austriaco e nel 1798, passò ai Francesi. Nel 1815 la città aprutina tornò al Regno di Napoli,
per seguire la sorte del Meridione. A ovest del teatro sorgeva l’anfiteatro, di modeste dimensioni
risalente al III-IV secolo. La cattedrale sorta nei pressi del teatro romano, fu eretta nel 1158
per volontà di Guido II. Nei primi anni Niccolò degli
Arcioni la fece allungare, e dalla metà del quattrocento fino
agli anni trenta di questo secolo, essa fu oggetto di svariati interventi
ed arricchimenti fino a raggiungere l’aspetto odierno che ne fa
un complesso di rara ed inquietante bellezza. Il risultato è
il frutto del gusto tutto abruzzese del coronamento
orizzontale che si riscontra in tutte le basiliche e chiesette disseminate
per la regione, e la volontà verticale del primo rifacimento. * Agriturismo Teramo |
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